Comunicato stampa · ANDE
La morte di Denise Cosco interroga tutti noi. Cosa abbiamo mancato come società civile?
Comunicato di ANDE, riprodotto da Il Caleidoscopio. Testo integrale a seguire; il documento originale comprende intestazione, firme e recapiti.
L’ANDE – Associazione Nazionale Donne Elettrici – esprime profondo dolore per la morte di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, scomparsa a soli 35 anni.
Denise aveva affrontato troppo presto ciò che nessuna ragazza dovrebbe essere chiamata a vivere. Aveva perso sua madre, assassinata per aver scelto di ribellarsi alla cultura mafiosa, e aveva poi trovato la forza di testimoniare, anche contro suo padre, scegliendo a sua volta la verità e la giustizia. Una scelta che le ha imposto per anni protezione, identità nascoste e il peso di una storia che non aveva scelto.
Di fronte alla sua morte, mentre la magistratura svolge gli accertamenti necessari, ANDE ritiene doveroso porre una domanda: “Cosa abbiamo mancato, come società civile?”
Abbiamo celebrato il coraggio di Denise e trasformato Lea Garofalo in un simbolo della lotta alla ’ndrangheta. Ma, dopo aver chiesto a una giovane donna di essere forte, siamo stati capaci di restituirle il diritto di essere semplicemente una donna? Di costruire liberamente la propria identità, il proprio lavoro, gli affetti, il futuro?
La protezione dello Stato è indispensabile, ma proteggere non può significare soltanto sottrarre una persona al pericolo. Deve significare accompagnarla verso una vita piena.
Chi rompe con una famiglia mafiosa può perdere relazioni, appartenenza, luoghi, riferimenti, persino il proprio nome. Al coraggio enorme che chiediamo a queste persone deve quindi corrispondere una responsabilità altrettanto grande e duratura delle istituzioni e della comunità.
Non possiamo chiedere alle donne di ribellarsi alla violenza e alla criminalità e poi lasciarle sole a sostenere il prezzo della loro libertà.
Perché la legalità non termina con una testimonianza o con una sentenza. La legalità deve diventare possibilità di futuro.
Oggi vogliamo ricordare Denise non come un’altra icona, ma come una donna che aveva diritto alla propria vita e lasciare a tutti noi una domanda:
“Quando una persona trova il coraggio di liberarsi dalla violenza, siamo davvero capaci, come comunità, di accompagnarla fino alla libertà?”
Patrizia Ferro
Segretaria Nazionale
Marisa Fagà
Presidente Nazionale
Fonte: ANDE – Associazione Nazionale Donne Elettrici
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