
Generazioni a confronto
(parte seconda)
Giovani e giovanissimi, Millennials (o Generazione Z) e Generazione Alpha, rappresentano la speranza e il cruccio di noi Baby Boomers e dei loro genitori , i nostri figli, la Generazione X, che la sociologia ha definito “ generazione dimenticata” o “invisibile”, perché collocata tra due generazioni più numerose e rumorose e che più di loro hanno lasciato il segno nella Storia degli ultimi decenni.
Eppure la generazione X è il collante tra Boomers e Millennials , che non potrebbero essere culturalmente e tecnologicamente più lontani: noi Boomers siamo orgogliosi di ciò che abbiamo costruito, lo rivendichiamo come un successo, i Millennials si chiedono che cosa ci sia di positivo in quel che noi abbiamo loro lasciato e quale impatto tutto questo abbia avuto sul mondo. La generazione dei nostri figli è detta anche Sandwich perché schiacciata tra chi la precede e chi la segue e, pur facendo da ponte tra due epoche , è rimasta marginale, non sa essere ottimista come i Baby Boomers ma non possiede neanche le caratteristiche della nuova generazione digitale, in quanto è nata analogica e poi transitata nel digitale ma ha anche conosciuto e saputo apprezzare il mondo senza PC e Internet , che oggi , ormai , rappresenta il passato. Vivere senza digitale non è più possibile, anche se, dal mio punto di vista di Boomer, talvolta sarebbe auspicabile, anzi necessario, soprattutto se si guarda ai giovani, i Millennials ( 1997-2010), e ai giovanissimi, la generazione Alpha, nata dopo il 2010. La sociologia distingue anche tra Millennials e generazione Z, classificandoli in fasce di età diverse, io, Boomer, li chiamo tutti Millennials, tutti nati intorno al nuovo millennio, il 2000, e tutti cresciuti nell’epoca digitale, tutti passati dal dito in bocca al dito “ touch screen”, dall’ alfabetiere e pallottoliere direttamente alla tastiera e alla calcolatrice dello smartphone o del tablet. Per non parlare della generazione Alpha, nata dopo il 2010, che impara non più dai racconti dei genitori e dei nonni ma direttamente dall’ Intelligenza Artificiale e assieme a “mamma “ e “papà” chiama “ Alexa”, un’ assistente virtuale con cui dialoga o a cui dà comandi vocali. Insomma gli appartenenti alla generazione Alpha , anche se ancora portano il grembiule della scuola materna ed elementare, stanno cambiando il mondo: i bambini Alpha considerano la tecnologia un elemento naturale, come l’aria che respirano, non uno strumento come è per noi Boomers; non cercano informazioni su Google , come facciamo noi, usando una parola chiave, no, essi interrogano l’IA o si rivolgono ai video di You Toube e spesso, purtroppo, confondono reale e virtuale. Noi talvolta passiamo un po’ di tempo al computer con giochi o usando i “social”, piattaforme digitali che consentono interazioni e anche scambi (Facebook, Tik-Tok); gli Alpha vivono “ dentro “ tali piattaforme, che WiKipedia definisce “ecosistemi on line”, e ne diventano dipendenti.
Per fortuna i genitori degli Alpha sono informati, aggiornati, “upgraded” , come si dice oggi, e si spera siano in grado di controllare l’educazione dei figli, improntata, con forse troppa enfasi, alla salute mentale, all’intelligenza emotiva e alla consapevolezza globale.
Gli Alpha appaiono, almeno ai Boomers, spesso soli, non sempre in grado di sviluppare rapporti umani in grado di aiutarli a crescere , a confrontarsi in modo positivo; anche nel gruppo spesso sono assenti, coinvolti solo dallo smartphone, e preferiscono farsi conoscere ed apprezzare on line, orgogliosi dei loro “like”.
La generazione Alpha è anche la generazione Covid, la pandemia che ha segnato la loro crescita in modo indelebile, consegnandola ad una temporanea solitudine che ha toccato la socialità di questa generazione e di cui non conosciamo ancora pienamente gli effetti.
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