Generazioni a confronto ( parte prima)

Generazioni a confronto

(parte prima)

Lo confesso, anzi lo dichiaro con orgoglio: sono una “ baby-boomer”. In altri tempi sarei stata solo “vecchia”, oggi basta un anglicismo per alleggerire il peso dell’età avanzata. Non è che se ne vadano gli acciacchi, quelli no, ma resto pur sempre una baby-boomer.
La sociologia ha ritenuto infatti necessaria una definizione più adeguata delle generazioni, della mia come di quelle successive, una definizione che va oltre l’invecchiamento biologico e ne marca le profonde differenze sul piano culturale, tecnologico e sociale.
I Baby-Boomers hanno avuto la sorte di nascere nel periodo segnato dalla ripresa post conflitto, tra il 1946 e fino al 1964, dunque quando, oltre alla crescita economica, si registrò un significativo incremento demografico: la pace generò, in coloro che avevano vissuto la Seconda Guerra Mondiale, speranze e aspettative per il futuro, che si tradussero in un vero e proprio “boom” demografico che accompagnò quello economico.
I Baby-Boomers hanno profondamente segnato il corso della Storia, portando avanti rivendicazioni libertarie e lottando per i diritti civili, il pacifismo, il femminismo e la libertà sessuale. Questa generazione, anzi la mia generazione è quella che più ha contribuito al funzionamento dell’ascensore sociale, poiché la crescita economica, durante la giovinezza, ha sviluppato il desiderio di miglioramento e di successo, spesso conquistato e raggiunto con determinazione, motivazione e volontà ferrea.
I Baby-Boomers hanno avuto anche la fortuna di vedere premiati i loro sforzi per migliorare e la perseveranza nel lavoro,conquistando così una sicurezza economica che li contraddistingue ancora oggi : spesso godono di pensioni più che dignitose, di un benessere economico generalmente solido che consente, nonostante l’età anagrafica, di vivere con dinamismo e coltivare i propri interessi.
Andare in giro per le città, ancor più se piccole, come Monterotondo, dove si ama ancora passeggiare per le vie del Centro, significa toccare con mano la numerosa presenza dei Baby-Boomers: un andirivieni di teste bianche e grigie ma anche bionde o scure, pur se si vedono, più o meno manifesti, altri segni del tempo. E son tutti in gamba, arzilli, curati ( con o senza fitness), dotati di smartphone ultimo modello che, magari, alcuni usano solo per fare e ricevere telefonate, perché i Baby- Boomers con la tecnologia, soprattutto quella digitale, hanno spesso difficoltà, pur se si sono parzialmente adattati, utilizzando social e applicazioni, soprattutto quelle utili ad accedere ai servizi online.
Certo in Passeggiata ci sono anche giovani e giovanissimi, i "Millennials" e la "Generazione Alpha", ma di loro tratteremo in seguito.

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