
Il ruolo del docente oggi: sfide e valori
Oggi la figura del docente, di qualsiasi ordine e grado, attraversa una crisi profonda. Il suo ruolo è spesso ritenuto burocratico ed economicamente svalutato. In un mondo che corre veloce e misura il valore solo attraverso il profitto, l’insegnamento è percepito come un semplice “mestiere”, esposto a tutte le critiche superficiali e di poco spessore dei social oltre alla perdita di autorevolezza agli occhi di famiglie e istituzioni.
Eppure, l’essenza del docente non sta nei programmi ministeriali ma nella capacità di lasciare un’impronta indelebile nella persona di chi cresce, dal piccolo dell’asilo d’infanzia al ragazzo adolescente delle superiori.
Quando un docente è mosso da una reale vocazione, il suo impatto supera le barriere del tempo, come dimostra questa lettera scritta da un’intera classe, a distanza di quindici anni, dall’ultimo giorno di scuola delle superiori.
Un’importante testimonianza del rispetto e dell’amore che hanno mantenuto nel tempo gli studenti.
Il loro ultimo saluto ad una professoressa che ha lasciato il nostro mondo, ma che soprattutto ha lasciato una impronta indelebile nei suoi alunni, oggi persone adulte e genitori.
“Cara professoressa,
scriviamo questa lettera di corsa, la scriviamo tutti insieme, un’ultima lettera della sua 5F.
Tanti anni dopo, proviamo a mettere insieme i pezzetti di chi siamo e cosa proviamo per lei, da tante e diverse parti del mondo, dopo che questa mattina ci ha raggiunto una di quelle notizie che non dovrebbero arrivare mai.
Cara prof, lei è sempre stata più di un’insegnante, l’abbiamo sempre rispettata ed amata come guida e sostegno, rispettando l’autorità che viene dalla persona e non dal ruolo, del quale mai ha abusato o calcato i limiti. Ci ha insegnato ad amare la letteratura con un fare dolce e sapiente, avendo una pazienza infinita anche quando avremmo meritato un paio di ergastoli. Ma più di tutto, ci ha insegnato a fare gruppo, ad aiutarci e a collaborare. È stata la faccia gentile del mondo…per noi; ed è ad oggi, la cosa che ci colpisce ancora e che, allora, ci aiutò.
In un anno della maturità, come il 2011, in un mondo che cominciava a scivolare velocemente verso il peggio, con un’economia che collassava ed una classe politica e dirigente che ci presentava un mondo brutto, difficile e senza speranza, lei ci ha spinto a guardare oltre. Mentre il mondo consigliava di rientrare a casa e chiudere le finestre, lei ci insegnava ad aprire le ali, ad avere fiducia nel mondo… a volare liberi. Nella lettera del pranzo dei cento giorni, ci scriveva così: “Or davvero quel giorno è arrivato, il giorno dei saluti, del commiato; e se nel cuore adesso un gelo stringe, guardar oltre si deve…il tempo stringe e voi verso la vita incalza e spinge…che si felice, libera, pulita…cosa farete?
Chi lo può sapere! Ognuno ad inseguire i sogni ma…senza mai ignorare la realtà. Cosa vi resta di questi anni insieme? Lo scoprirete e vi accompagnerà, sarà l’eredità di chi vi prese la mano e vi guidò con amore, pazienza e la speranza almeno di rimanervi in cuore, nel ricordo.
E allora proverete nostalgia per gli anni del liceo fuggiti via, vissuti tra le gioie e le illusioni, le angosce, le follie, le delusioni e l’attesa di poter fuggire via. Il momento sta ormai per arrivare, liberi, pronti ed ansiosi di volare; il cielo è grande e libero, vi aspetta”.
Ci ha accettati, aiutati, cresciuti, migliorati ed amati tutti. Non ha mai lasciato indietro nessuno. Le siamo e le saremo per sempre grati! Le sue parole, la sua cultura ed il suo sorriso hanno creato le donne e gli uomini che siamo adesso. Speriamo sia fiera di noi.
Continueremo ad amarla ed a ricordarla come la Professoressa che ci ha spinto a volare.
Il cielo è grande e libero, Prof. Grazie con tutto il nostro cuore.
I suoi studenti per sempre - la 5F - Maturità 2011
È proprio da storie come questa che dobbiamo ripartire per ridefinire il ruolo dell’educazione oggi. La scuola non è un dovere da adempiere ogni giorno, ma un luogo in cui si impara a volare ed essere liberi.
Riconoscere l’autorevolezza della scuola significa offrire ai ragazzi radici più solide su cui appoggiarsi prima di spiccare il volo.
Un vero docente non è quella figura che trasmette solo nozioni, ma è quella che ti insegna… a volare oltre le difficoltà della vita.
Caterina Notarangelo
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