Illustrazione generata con intelligenza artificiale: studenti e famiglie entrano in una scuola interessata da lavori di ristrutturazione, nella calda luce di settembre.
AI Generated. Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.

La scuola ricomincia, ma resta ferma nel passato

È cominciata la scuola. In fondo si tratta di un rito ormai antico. Da sempre genitori, bambini e ragazzi si accalcano fuori dagli edifici scolastici in attesa dello squillo della campanella. In quel suono stridulo si racchiudono speranze, aspettative e timori di chi inizia un nuovo ciclo e di chi torna ad affrontare un percorso fatto di sfide e ostacoli.

Perché la strada della scuola non è mai lineare. Le curve sono spesso strette e nascondono sorprese che non sempre possono essere evitate con una buona sterzata.

Quest'anno, però, la ripartenza è stata particolarmente faticosa. Le scuole sono state a loro volta vittime di un'estate letteralmente di fuoco, le cui conseguenze continuano a farsi sentire. Sono emerse con forza tutte quelle carenze strutturali e tecniche che rappresentano il simbolo di un mondo che cambia rapidamente dal punto di vista climatico, mentre le istituzioni continuano a muoversi con la lentezza di una lumaca.

Abbiamo assistito alle polemiche sull'obsolescenza degli edifici scolastici, trasformatisi durante l'estate in autentici forni per docenti, personale scolastico e studenti. Ed è evidente come anche i ragazzi subiscano inevitabilmente le conseguenze di questi cambiamenti. Quando la scuola termina alle due del pomeriggio, o addirittura alle tre nei licei, l'attenzione cala inevitabilmente. Il caldo e la stanchezza aumentano e mantenere elevata la concentrazione diventa sempre più difficile.

Eppure, nonostante tutto, continuiamo a faticare nel modernizzare il sistema.

A Monterotondo, ad esempio, l'anno scolastico si riapre con numerosi cantieri ancora in corso, che riguardano anche gli edifici scolastici. Dopo anni di richieste e battaglie, la scuola Campanari è finalmente oggetto degli interventi necessari. Il ballatoio di Cardinal Piazza, puntellato da oltre dieci anni su prescrizione dei Vigili del Fuoco, è stato smantellato e ci si augura che nel corso dell'anno scolastico venga definitivamente completato.

Anche la Buozzi, l’Espazia e altri istituti hanno beneficiato di interventi di messa in sicurezza. Tuttavia, si tratta spesso di lavori realizzati senza una vera visione del futuro. Mancano ancora gli impianti necessari per installare sistemi di climatizzazione, che oggi non possono più essere considerati un lusso ma una necessità. Lo stesso Ministero dell'Istruzione ha annunciato stanziamenti per l'adeguamento termico delle scuole, ma si tratta di risorse che appaiono ancora insufficienti rispetto all'enorme numero di edifici scolastici presenti sul territorio nazionale.

E poi ci siamo noi, i genitori.

Spesso ci troviamo ad annaspare in un sistema fatto di comunicati frammentari, registri elettronici, piattaforme digitali e scarsa comunicazione istituzionale. Molte scuole sembrano essersi trincerate dietro uno schermo, mantenendo una distanza nata durante la pandemia ma ormai diventata difficile da accettare.

PEC che restano senza risposta, difficoltà nel dialogo con i docenti, ricevimenti esclusivamente online. Tutto questo ha contribuito a far perdere una parte importante di quell'umanità e di quel senso di appartenenza che un tempo caratterizzavano la comunità scolastica.

Io, però, non mi arrendo.

Non mi piace rassegnarmi all'idea di una scuola fredda e distante. Le scuole, con tutti i loro limiti, restano luoghi di incontro, crescita e confronto. Dovrebbero essere anche luoghi di ascolto per le famiglie, che non chiedono privilegi ma attenzione, dialogo e partecipazione.

La scuola del futuro non si costruisce soltanto con cantieri, fondi e tecnologie. Si costruisce soprattutto attraverso relazioni autentiche, edifici sicuri e ambienti capaci di garantire benessere a chi ogni giorno li vive. Perché educare significa non solo insegnare, ma anche accogliere. E una scuola che accoglie davvero non lascia fuori nessuno: né gli studenti, né gli insegnanti, né le famiglie.

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