Quaderno aperto, candela e fiore alla luce di una finestra, immagine illustrativa sul tema della memoria
Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.

Pensieri di vita

Come si può continuare a vivere CON un dolore cosi grande come la perdita di un figlio?
E ho detto “CON” non a caso…perché è un dolore costante , con cui piano piano impari a sopravvivere…
La mia vita si divide in due, quando parlo o racconto… un prima...la sua vita con noi…la sua gioia di vivere, il suo sorriso...ed un dopo...dopo che se ne è andato, la devastazione, lo tsunami, il peso sul cuore che non ti lasciava respireare.. è un solco profondo , un baratro che non potrà mai riempirsi.
Quando, solo dopo tanti anni, ho dovuto riprendere in mano quello che avevo e ricominciare, ma non sapendo nè come, nè cosa fare e quindi, come un assetata, ascotavo le storie delle persone che stavano vivendo il mio stesso problema, e capivo che non c’era una via, perchè ogni persona è diversa e proprio per questo , ognuno vive il suo dolore in maniera diversa…
Aveva solo 17 anni, le storie per avere il motorino..."si va bè...se mi porti un 10" e ritorna con un 10..."ok intanto prendi la patente" patente presa...ma quel motorino non ho fatto in tempo a comprarlo...e sopra un motorino se ne è andato...il 15 aprile del 2007. Aveva intorno tanti amici, come tutti gli adolescenti...e per loro, non mi sono lasciata andare, mi erano sempre accanto, e vedevo nei loro occhi che chiedevano di poter capire un dolore così grande, io ero la loro forza e, da mamma, non potevo far vedere quello che avevo in realtà dentro di me per proteggerli...così indifesi di fronte alla vita e soprattutto di fronte alla morte.
Nell’adolescenza c’è un momento in cui si allontanano, e tu devi pensare a qualcosa per non perdere la possibilità di contatto...io avevo trovato la musica ed i testi delle canzoni...il loro significato...spesso scrivevo una parte di un testo di un brano e glielo lasciavo sulla scrivania, chiedendogli che ne pensasse...e poi ne parlavamo, di amore, di odio, di contestazione...ma era comunque un modo per parlare.
Avevo solo lui, e lo osservavo crescere, rivedevo in lui e risentivo le emozioni di adolescente, perché crescendo non dobbiamo mai dimenticare chi siamo stati e che cosa provavamo per ogni cosa che ci succedeva, insomma.. crescevo con lui.
Lui a scuola ed io al lavoro tutto il giorno, ero separata, ma la sera...tutti e due nel lettone a raccontarci la giornata.
Sono passati 19 anni, non so quantificare questo tempo, è moltissimo...mi manca, mi mancano i nostri abbracci, la sua presenza...oppure ..è poco..perchè i ricordi sono più vivi che mai, sento la sua voce che mi chiama come fosse ieri...
Potrei scrivere un libro su questi anni, su quel giorno in particolare...la vita va avanti, ma non dimentichi nulla...le espressioni sui volti delle persone, le frasi dette, addirittura come erano vestite le persone attorno a me e questo ti fa capire quanto è profondo il solco lasciato...
Il tempo che passa addormenta un po’, come fosse etere...ma quello che è successo è talmente illogico che non c’è nulla che ti possa aiutare a capire...
Per molti anni, ma forse succede ancora oggi, mi capita di vedere dei ragazzi che gli somigliano, ormai grandi e pensare che “ora sarebbe stato così”, devi far sempre conto con una realtà che comunque non era quella che avevi sognato ed avevi lottato perché così fosse e ti devi adattare ad una vita...diversa...e comunque...scomoda...
Valeria

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